La verità ti fa male, lo so.

E’ da qualche giorno che su Twitter l’hashtag #laverità coinvolge un po’ tutti.
Come sempre si cinguetta fra il serio e il faceto, tra il personale e il sociale, tra politica e calcio, lavoro e cazzeggio.

Sembra banale eppure l’argomento è serio, controverso, di difficile
comprensione e ancor più difficile applicazione.
E’ qualcosa che tutti invocano ma in realtà pochi vogliono,
è qualcosa di cui non si prendono mai in considerazione tutte le sfumature e tutte le conseguenze.
Non è un caso che il mio motto sia proprio “non fare domande se non sei certo di volere le risposte”: sono profondamente convinta che la verità prima di tutto sia una scelta.

Se la vuoi la devi saper accogliere, la verità cambia tutto, ti mette in mutande e ti costringe a prendere una posizione: accettarla e quindi avviarti sulla strada della consapevolezza oppure rifiutarla e accomodarti sul divano dell’indifferenza.
E’ uno spartiacque, divide gli esseri umani, a volte spacca le famiglie, in politica può fare la differenza tra vincere e perdere. E non sempre nel senso che immaginiamo.

Già, perché il problema principale della verità è che non ha colore, nessuno la possiede, non è garantita a priori da un credo e, soprattutto, non è mai indiscutibilmente e inequivocabilmente utile. Spesso è complessa, sfaccettata, per capirla davvero ci vogliono mesi, anni, e un lavoro certosino di ricostruzione del mosaico.
Perciò in Italia questo aspetto assume toni drammatici: in un paese stritolato tra la morale cattolica, l’ipocrisia politica e la pigrizia mentale ogni verità diventa una crociata, una guerra, senza dubbio un peso che nessuno si vuole caricare.

Infatti l’unica verità che si può dire della verità è che implica responsabilità, ovvero la puoi svelare e utilizzare solamente se sei davvero pronto ad assumerti le conseguenze che questo comporta. L’inconsapevolezza di questo gesto è consentita soltanto ai bambini e ai pazzi che, per definizione, sono esenti dalle responsabilità degli adulti.

Per tutti gli altri resta solo una certezza: la verità è un’arma potente che nel breve termine  è capace di fare tabula rasa di tutte le nostre (presunte) sicurezze e ci vuole grande forza d’animo e pazienza per attendere che il suo germoglio metta radici e ci faccia ricrescere più forti di prima.

La verità richiede sacrificio e tanta, tanta pazienza.
Ecco perché si usa così poco.

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2 thoughts on “La verità ti fa male, lo so.

  1. la cosa bella della VERITA’ è che se ne fotte di esser “accetta, vista, ammessa .. negata” .. lei E’. e non fa nessuna fatica ad ESSERE … la fatica, spesso vana, frustrante, senza dignità, destabilizzante,distruttiva … la fa chi cerca di ignorarla :-)!

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