Sedici anni vent’anni fa

Vent’anni fa, a maggio, avevo sedici anni.

Ricordo con precisione, cosa rara per la mia memoria ballerina, il momento in cui nei miei occhi si materializzò l’immagine del fallimento e della sconfitta, rappresentata da una voragine in autostrada.

Ricordo la sala da pranzo, i miei genitori davanti alla tv, le rughe sulla loro fronte, le parole per spiegare l’inspiegabile ad una figlia adolescente, senza omettere ma cercando di non aggiungere altro orrore.

Immagino oggi altri genitori cercare di spiegare ai figli quello che è accaduto a Brindisi.
provare a non fargli perdere la fiducia nel futuro e nelle istituzioni, sempre più deboli, sempre più colpevoli.

Gli accadimenti del 92 mi hanno segnato.
Hanno seminato un desiderio, mai sopito e quotidianamente esercitato, di contestare ciò che non ritengo giusto parlando, scrivendo, manifestando, lavorando per costruire alternative, anche solo nel modo di pensare del mio microcosmo.

Vent’anni fa avevo sedici anni, ce li ho anche oggi e spero di averli per tutta la vita.

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