Succede che.

Avevo preparato l’annunciato articolo sulle strane corrispondenze tra gli atteggiamenti lavorativi e quelli sessuali ma po m’è venuta in mente un’altra cosa e, come sempre, finisco ad inseguire le farfalle come i bambini :)

Succede che leggendo qua e là su Internet, saltando da un giornale a un blog, passando da facebook a twitter con atterraggio morbido su Pinterest si perde un po’ il senso del tempo, dell’orientamento e anche un po’ il pregiudizio.

La tesi è questa: sono iperesposta.
Alcune cose le cerco, quasi tutte cercano me.
Leggo contenuti e vedo immagini ancora prima di sapere chi è l’autore.
Mi piace il punto di vista o l’inquadratura.
Poi approfondisco il giornalista, il blogger o il fotografo e scopro che è un fascista o, peggio, un laziale [sostituisci con comunista/romanista/quellochedisolitoschifi].

E mo’? che faccio? sono ancora d’accordo? mi piace ancora la foto? la condivido?
C’ho voglia di spiegare all’esercito (piccolo o grande) di amici e conoscenti questo improvviso cambio di fronte? Questo alto tradimento? Questo inspiegabile smarrimento di coerenza?

Mi trovo costretta a riflettere su cosa esattamente influenza la mia percezione e su quanto la grande abbuffata social mi stia, paradossalmente, costringendo a riappropriarmi di un’opinione pura, individuale, il più possibile scevra dal condizionamento del “sottopancia” (è di sinistra sono d’accordo/è di destra buuuuu).
E anche sul web la battaglia degli influencer impazza e non sai mai se quello che leggi lo leggi perché ti interessa o perché interessa uno cui sei interessata ma per altri motivi (lo so, è contorto ma è voluto. Rende l’idea.)

Non ve lo nego è un lavoro schifoso (cit.) perché si tratta di disseppellire, rianimare, rimettere in forma e allenare per le Olimpiadi il proprio senso critico che magari giaceva mollemente adagiato da anni sul soffice divano del qualunquismo e della polemica a prescindere.

Il risultato può essere sorprendente (non necessariamente in senso positivo): scoprirete muscoli neurali che non credevate esistessero e ne sarete lieti; vi troverete d’accordo con un articolo di Libero [sostituisci con FattoQuotidiano se ritieni] e vi verrà il panico.
Però, miracolosamente, ricomincerete a pensare e a guardarvi intorno e ad avere bisogno di confronto, di rappresentanza, di analisi, di approfondimento.

Insomma succede che l’ipotetica era dell’appiattimento globale potrebbe invece trasformarsi nell’era dell’abbattimento del pregiudizio a prescindere e del risveglio delle coscienze. Sempre che uno sia propenso al lavoro schifoso di cui sopra.

[nota 1: questo articolo non è frutto del mio pensiero ma di un mix di teorie orientali e subsahariane mutuate da un blog austriaco influenzato dalla mistica sudamericana]

[nota 2: quanto mi piacerebbe fare l’esperimento di pubblicazione di articoli senza firma del giornalista e senza testata di riferimento per vedere quanti riconoscono l’area di appartenenza]

[nota 3: tranquilli, l’articolo sul sesso è pronto, prima o poi lo pubblico]

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