X-factor ovvero quando l’offerta supera la domanda

Non abbiamo bisogno di nuovi cantanti.
Ogni talent show è in grado di sfornare una sostanziosa,
succulenta pletora di voci contemporanee.
Di tutti i timbri e stili, singoli o gruppi, artisti completi
che cantano, ballano, saltano e, come direbbe mia madre, “muovono la coda”.

Ma noi non abbiamo bisogno di nuovi cantanti.
Abbiamo, invece, un’urgente, disperata, improcrastinabile necessità di autori.
Professionisti in grado di scrivere canzoni, di mettere insieme parole e concetti
che possano ispirare il pubblico, creare atmosfere, lasciare un segno, un ricordo.
Scrittori, musicisti che sappiano scegliere il vestito più adatto per una voce senza dimenticare l’importanza del messaggio, lo scopo, il significato stesso dell’arte.
Poeti sagaci, incantatori di folle, misteriosi maestri del verbo.

Ecco, di questo abbiamo bisogno.

Anche per non mandare sprecato tutto questo capitale di ugole d’oro.
Una banale questione d’economia canora.

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4 thoughts on “X-factor ovvero quando l’offerta supera la domanda

  1. Letto ma, devo dirlo, non sono troppo d’accordo. Non tutti hanno il talento esclusivo di un artista ma molti hanno talento sufficiente per intrattenere un pubblico. Ho visto tribute band eccezionali e ho passato fantastiche serate di buona musica. L’originalità, la direzione autoriale è una scelta che comporta enormi sforzi e sacrifici e non sempre merita davvero o viene ripagata. Rispettabili secondo me entrambe le scelte, sono per la libertà d’espressione :)

    • Ho visto anch’io TB molto dotate, intrattenere egregiamente il pubblico, ti dirò di più, a volte superano perfino le band originali, ma per me restano dei bravi “falsari”, poi anch’io sono per la libertà d’espressione.
      A me non piace che i ragazzi, un po’ stimolati dai format televisivi, un po’ allontanati dalla pochezza delle nuove proposte discografiche degli ultimi anni, si riducano ad ascoltare “esclusivamente” o quasi, musica del passato riproposta da altri. Ascoltare una discografia postuma, non è la stessa cosa che godere dell’evoluzione musicale di un artista mentre sta prendendo forma.
      Come sempre rispondi celermente e con attenzione, anche per questo continuerò a leggerti con piacere.

      • intanto grazie del complimento, cerco di fare del mio meglio :) sono d’accordo sul fatto che ci sono tanti ragazzi che fanno poca ricerca musicale sulla scena contemporanena ma è anche vero che dai mostri sacri del passato (anche recente se pensi alla musica inglese degli anni 90) c’è sempre da imparare. Per il resto sono d’accordo con te, i mezzi di comunicazione mainstream non aiutano il percorso di ricerca delle novità. Perfino la radio che una volta era il mezzo deputato a scovare e lanciare la musica nuova ormai, tranne pochissime eccezioni, segue soltanto quello che le major decidono che debba diventare un successo. Tempi bui insomma ma io so per esperienza che proprio in questi tempi difficili, da qualche parte in uno scantinato sta covando qualcosa di nuovo che qualcuno metterà in rete per la gioia di tutti ;)

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