Bersani e Prodi: l’omicidio perfetto

Renzi voleva impallinare Bersani, D’Alema vendicarsi di Prodi. Allora il primo lo propone così salva la faccia e l’altro lo affonda tanto già lo odiano tutti.
Impeccabile, diabolico e perfettamente riuscito.
I miei complimenti, davvero.
Forse è tempo che noi poveri sfigati elettori del pd, sciocche anime perse dietro a un’ipotesi di progetto, a un minimo di dignità e alla speranza in un uomo perbene, riconsideriamo attentamente il nostro diritto al voto. Forse non lo meritiamo, forse siamo troppo stupidi o troppo fiduciosi chissà.
Prima di sparire nell’oblio degli astensionisti però, voglio dire qualcosa a tutta la brigata ormai denominata “se c’era Renzi”: il vostro paladino del rinnovamento che a novembre parlava di D’Alema come di una delle piaghe d’Egitto, oggi se ne serve per i suoi scopi e manda a casa Bersani che il posto, invece, se l’è guadagnato sul campo con le primarie. Questo è il suo concetto di coerenza e di lealtà, ricordatevelo quando lo voterete che poi non voglio sentire lamentele.
Le prove del delitto dite? Boh, non so, provate a chiedere a Fioroni che ha fotografato la scheda che manco un grillino sotto acido.

P.s. Per i posteri: oggi,19 aprile, era il secondo giorno di votazioni per il Presidente della Reppublica ed è successo di tutto. Partiti che abbandonano l’aula; partiti che manifestano in piazza Montecitorio contro una delle candidature al Colle; non-partiti che morbosamente guardano la cancrena diffondersi; partiti che più semplicemente si sciolgono come burro al sole. Pure questo m’è toccato vede’. Che amarezza.

Ci vorrebbe un Pertini

Ma dove diavolo lo troviamo nel 2013?
Uno che ha fatto la guerra dalla parte giusta,
che è stato in carcere per le sue opinioni,
che è stato operaio e disoccupato,
uno integro, che poteva guardare negli occhi tutti gli italiani, dal primo all’ultimo,
senza vergogna e sapeva farlo senza supponenza.
Un settennato difficilissimo il suo, costellato da attentati agghiaccianti e tragedie naturali, che affrontò con decisione e con empatia, restando per sempre nel cuore degli italiani come IL Presidente (per carità, anche grazie ai Mondiali dell’82).

Anche questi sono anni difficili che richiederebbero una figura capace di unire, di toccare il cuore della maggioranza del “popolo”, qualcuno che ispiri fiducia e faccia ritrovare un po’ di rispetto nelle istituzioni.

E farebbe ridere (se non fosse tragico) l’esito delle Quirinarie del Movimento 5 Stelle (sull’argomento, la penso esattamente come Francesco Lanza spiega in questo post) mentre fa assolutamente piangere l’ipotesi di un Amato che sembra tutt’altro che campata in aria. Un uomo vecchio, antipatico, con una storia istituzionale sicuramente di rilievo ma, oggettivamente, piena di lati bui.

Per questo facevo tanto il tifo per la Bonino che mi sembrava figura di vero cambiamento: donna, conosciuta ed apprezzata a livello internazionale, intelligente, preparata e paladina di quelle lotte civili (aborto, divorzio, eutanasia, ecc.) che sono state forse il cambiamento più significativo nella nostra società dal dopoguerra.
A quanto pare però non è il suo momento, troppo legata ad un’idea di vecchia politica (mah…) o forse troppo invisa ai tanti uomini vaticanocentrici che amano predicare bene e razzolare malissimo (ipotesi ben più probabile).

E allora chi?
Prodi non lo vuole Silvio (e purtroppo…),
Marini per carità,
la Finocchiaro brava ma decisamente poco empatica (e con qualche guaio di troppo in famiglia),
D’Alema improponibile,
Zagrebelsky sarebbe perfetto ma c’ha il cognome difficile,
quelli di destra manco li nomino e tantomeno i fanta presidenti tipo Gino Strada.
In queste condizioni non resta che confidare in Stefano Rodotà che sì ha 80 anni (Pertini ne aveva 82 alla sua nomina…) ma certamente è una figura sulla quale c’è poco da discutere dal punto di vista del profilo.

Non ci resta che attendere e sperare che alla fine vinca davvero il migliore e non soltanto il frutto di una scellerata trattativa: in questo momento storico sarebbe davvero un errore imperdonabile.

Presto è nemico del bene: non è stallo o inciucio, è politica

Tutta questa fretta ora di fare un governo o andare al voto,
tutta questa urgenza, ma perché mai?
Lo spread non morde, i mercati nemmeno e la crisi economica è la stessa di un mese fa.
Gli affari correnti proseguono comunque con il Governo in carica quindi il problema è sulle riforme, sulle cose nuove da proporre e fare.

Quindi perché vanno tutti di corsa? non sarà mica che con la scusa di sbrigarsi si rifanno le cose esattamente come prima e quindi, poi, non cambia nulla?
Lo stallo politico dite? ma siamo sicuri sicuri che proprio di stallo si tratti?
Secondo me c’è molto di più.

Proviamo a ricapitolare e ragionare.

Renzi dice fate presto e io mi irrito non perché non abbia banalmente ragione, ma per i modi e i tempi in cui sceglie di fare questa uscita. Poi mi fermo a pensare e mi ricordo che nulla accade per caso in politica e forse il buon Matteo…ma ci torniamo dopo.

Bersani, detto anche “er poro Pierluigi” è quello che s’è preso il carico maggiore: merda a destra, merda a sinistra, merda al centro e maxi-merda a cinque stelle ma lui niente, si congela e resta a disposizione del capo dello Stato. E’ pazzo? non credo.

E a proposito di Napolitano, parliamone: 88 anni e a 30 giorni dalla pensione e la situazione più scomoda nella quale si potesse trovare. Ma lui “ha fatto ‘a guera” e non si scompone, con una supercazzola istituzionale degna del più machiavellico degli amici miei, si inventa 10 saggi e prende tempo, 8/10 giorni. Sì ma per cosa?

Ecco, secondo me il tempo lo prende perché ha fiutato che Grillo&co. sono in difficoltà.
Vorrebbero, non vorrebbero ma se volete…era presto la prima volta ma più passa il tempo più si allarga il numero di parlamentari a cinque palle che si convincono che forse un tentativo con Bersani lo si poteva fare. O comunque per fare qualche cambiamento siginificativo mi sa proprio che bisogna metterlo su un governo e mi sa pure che il 25% e la buona volontà non bastano e poi mica abbiamo capito bene come funziona la baracca. Un tutoraggio di una legislatura ci sta no?

Governo che vorrebbe mettere su fortissimamente anche Berlusconi. Infatti, pur di ottenere al Colle un nome di “garanzia” per se stesso e i suoi numerosi parlamentari inguaiati con la giustizia (il Presidente della Repubblica è il capo del CSM, vi dice nulla?) farebbe larghe intese anche con Godzilla ed è, come sempre, disposto a gettare il paese nel panico gridando al golpe e facendo cadere qualunque esecutivo.
Peccato che stavolta non abbia i numeri e anche le prossime elezioni con il “giovane” Renzi alle costole non siano proprio una garanzia per lui.

E qui torniamo all’enfant prodige del PD che tutti lo vogliono, tutti lo cercano e nessuno se lo piglia. Tanto rumore per cosa? Bersani ha già detto che non si candiderà nuovamente a segretario e le conseguenze direi che sono ovvie.

Non sarà forse che tutto questo casino serve, anziché a dividere, a distrarre dalla strategia più sottile, a rafforzare la posizione di Renzi rispetto a Berlusconi sul voto (perfino al sua sondaggista gli ha detto che Renzi lo spianerebbe e i suoi lacché cercano di dissuaderlo sperando segretamente di liberarsene), a serrare i ranghi nel PD e, soprattutto, a rendere i 5 stelle più disponibili con lo spauracchio di andare a nuove elezioni (i sondaggi li danno già in calo) con il marchio d’infamia di quelli che “potevano fare qualcosa per cambiare ma non l’hanno fatto”?

Fantapolitica dite? Non so, se ci pensate lo scenario è plausibile e anche, forse, auspicabile:

  • tra 10 giorni i “saggi” indicano le riforme economico-istituzionali che hanno priorità (indicazione che può essere accolta ma non è mandatoriale),
  • si fa la prima prima prova tecnica di convivenza PD-5 stelle con la votazione del Presidente della Repubblica dove Bersani propone un nome che soddisfi una larga maggioranza (che significherebbe volendo PD+5stelle+Monti…no?),
  • se funziona Bersani torna alla carica con il nuovo Presidente della Repubblica chiedendo l’incarico per se’ (forte magari di qualche sostegno in più dai 5 stelle “dissidenti” recuperato grazie ai dieci giorni di tempo garantiti dal lavoro dei saggi) o per una personalità istituzionale gradita appunto anche ai grillini,
  • si forma un governo condizionato dalle priorità 5 stelle-PD che sta in carica circa un anno, fa perlomeno la legge elettorale e qualcuno dei punti condivisi (legge anti-corruzione, tagli ai costi della politica, ecc.),
  • si torna al voto con un 5stelle rafforzato dall’atto di responsabilità, un PD che cancella eventuali sbavature sacrificando Bersani e sostituendolo con la leadership di Renzi (capace di attrarre voti anche a destra) e un PDL che…boh, forse finalmente si libera dell’ingombro del padre padrone e magari prova a diventare una destra credibile (scendendo clamorosamente sotto il 20%)

Non so forse sono andata un po’ avanti con l’elucubrazione mentale ma d’altra parte siamo in un mondo in cui, nel 2013, la Corea del Nord minaccia di lanciare missili nucleari contro le basi USA e vi preoccupate delle mie riflessioni politiche?? :)