Fosse per me

Fosse per me canterei tutto il giorno.
Fosse per me leggerei tutta la notte.
Fosse per me mangerei a richiesta, farei solo bagni molto caldi, vedrei film a caso per piangere o ridere, dipende dai trigliceridi ingeriti.
Fosse per me scriverei frasi sconnesse su miriadi di fogli sparsi per la casa.
Starei a guardare il soffitto in penombra col gatto sulle ginocchia pensando a Edgar Allan Poe.
Fosse per me.
Ma per me non è,
il noi scalpita,
brucia,
richiede,
si incarta o incanta,
mi guarda e pretende.
Chiede vita, qui e ora, e io non posso che obbedire.
La tirannia dell’esistere.

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