Persone piccole

Ho scritto (di getto, con qualche sbavatura di forma) al Presidente della Repubblica chiedendo un messaggio ufficiale dedicato alle bambine, bambini, ragazze e ragazzi e al grande sforzo che stanno facendo a tutela della salute collettiva.

Sono persone, hanno diritti, meritano informazioni chiare e corrette, prospettive affidabili e, soprattutto, rispetto.

Gentile Presidente,

in Italia vivono quasi 10 milioni di bambini e adolescenti.

A questi individui la pandemia ha tolto alcune tra le cose più importanti: la scuola (da un giorno all’altro), le relazioni con i nonni e gli altri parenti, le amicizie.

Moltissimi hanno potuto contare sulle famiglie ma molti altri vivono ai margini della povertà o sotto la sua soglia e in situazioni di abuso o violenza.

Da oltre un mese queste persone (perché questo sono, piccole persone) sono rinchiuse in prigione senza che nessuno si sia degnato di rivolgere loro un ringraziamento per lo sforzo che stanno facendo per il bene di tutti, senza dare loro un orizzonte di speranza, una prospettiva.

I media li hanno additati come untori e spaventati a morte con visioni apocalittiche, alcuni ignobili cittadini li hanno insultati perché prendevano una boccata d’aria in cortile o facevano una passeggiata sotto casa.

Riguardo alla scuola si parla solo di didattica a distanza come se questa potesse davvero colmare l’immenso vuoto relazionale che la chiusura ha comportato e come se, davvero, ci interessasse in un momento simile se hanno imparato bene la lezione di italiano.

Ci sarà tempo e modo per recuperare le materie, quello che non recupereranno invece, se nessuno li considera, li aiuta e li mette al centro del discorso pubblico e istituzionale, è la fiducia in quel mondo adulto che dovrebbe amarli, proteggerli e preparare per loro il miglior futuro possibile.

Le chiedo di pensare ad un messaggio loro dedicato, di immaginare la necessità che hanno di sentirsi pensati e importanti oltre le mura di casa, di vedere che lo Stato non li ha dimenticati e che quando i genitori si sforzano, tra mille pensieri e difficoltà, a rassicurarli che andrà tutto bene non stanno dicendo bugie.

Ho quasi 45 anni, una figlia di 6 e sono tra i fortunati che, ancora per un po’, avranno un tetto sulla testa e potranno mettere un pasto a tavola tutti i giorni, questo però non mi impedisce di essere preoccupata e, spesso, indignata per come il nostro Paese tratta la fetta più importante della sua popolazione, a partire dai tagli continui a scuola e servizi essenziali.

Il momento è difficile e noi sappiamo che molte cose cambieranno ma vogliamo sia fatto ogni sforzo possibile affinché cambino in meglio, soprattutto per le bambine e i bambini, i ragazzi e le ragazze che sono davvero la parte più bella e sana dell’Italia di oggi  e dovranno esserlo per quella di domani.

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