Ci vorrebbe un Pertini

Ma dove diavolo lo troviamo nel 2013?
Uno che ha fatto la guerra dalla parte giusta,
che è stato in carcere per le sue opinioni,
che è stato operaio e disoccupato,
uno integro, che poteva guardare negli occhi tutti gli italiani, dal primo all’ultimo,
senza vergogna e sapeva farlo senza supponenza.
Un settennato difficilissimo il suo, costellato da attentati agghiaccianti e tragedie naturali, che affrontò con decisione e con empatia, restando per sempre nel cuore degli italiani come IL Presidente (per carità, anche grazie ai Mondiali dell’82).

Anche questi sono anni difficili che richiederebbero una figura capace di unire, di toccare il cuore della maggioranza del “popolo”, qualcuno che ispiri fiducia e faccia ritrovare un po’ di rispetto nelle istituzioni.

E farebbe ridere (se non fosse tragico) l’esito delle Quirinarie del Movimento 5 Stelle (sull’argomento, la penso esattamente come Francesco Lanza spiega in questo post) mentre fa assolutamente piangere l’ipotesi di un Amato che sembra tutt’altro che campata in aria. Un uomo vecchio, antipatico, con una storia istituzionale sicuramente di rilievo ma, oggettivamente, piena di lati bui.

Per questo facevo tanto il tifo per la Bonino che mi sembrava figura di vero cambiamento: donna, conosciuta ed apprezzata a livello internazionale, intelligente, preparata e paladina di quelle lotte civili (aborto, divorzio, eutanasia, ecc.) che sono state forse il cambiamento più significativo nella nostra società dal dopoguerra.
A quanto pare però non è il suo momento, troppo legata ad un’idea di vecchia politica (mah…) o forse troppo invisa ai tanti uomini vaticanocentrici che amano predicare bene e razzolare malissimo (ipotesi ben più probabile).

E allora chi?
Prodi non lo vuole Silvio (e purtroppo…),
Marini per carità,
la Finocchiaro brava ma decisamente poco empatica (e con qualche guaio di troppo in famiglia),
D’Alema improponibile,
Zagrebelsky sarebbe perfetto ma c’ha il cognome difficile,
quelli di destra manco li nomino e tantomeno i fanta presidenti tipo Gino Strada.
In queste condizioni non resta che confidare in Stefano Rodotà che sì ha 80 anni (Pertini ne aveva 82 alla sua nomina…) ma certamente è una figura sulla quale c’è poco da discutere dal punto di vista del profilo.

Non ci resta che attendere e sperare che alla fine vinca davvero il migliore e non soltanto il frutto di una scellerata trattativa: in questo momento storico sarebbe davvero un errore imperdonabile.

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Il PD è femmina

Non per via delle candidature per metà femminili,
non certo per le quote rosa in parlamento o nella dirigenza.
E’, più che altro, una considerazione legata all’approccio,
al modo in cui il partito si posiziona e decide di procedere nella campagna elettorale.

Le primarie, il rifiuto del modello “nome-sul-simbolo” mi ispirano un rifiuto più generale del modello padre/padrone, dell’idea del sol uomo al comando (concetto più volte sottolineato da Bersani) e quindi, implicitamente, l’accettazione di uno schema più partecipativo, di apertura, di dialogo.

In questo senso, a parità di preparazione, motivazione ed onestà, in molti contesti professionali le donne rendono più efficiente ed efficace la loro azione rispetto ai colleghi uomini, utilizzando la capacità di composizione dei contrasti al posto del più abusati sistemi bastone/carota o divide et impera.
E l’ipotesi di non lasciare indietro nessuno, di far crescere equamente, di garantire benessere diffuso e quindi impostare il lavoro per questo obiettivo non è forse il miglior modello di sviluppo che si possa desiderare?
Sicuramente sarebbe ora di provarlo giusto per capire se può far meglio del sistema celodurocapitalliberista che ci siamo dovuti sorbire fino ad oggi in tutti i luoghi e in tutti i laghi (cit.)

Ora non so se il PD davvero riuscirà ad incarnare questa rivoluzione ma almeno ha tentato di prendere una strada diversa rispetto ad altri partiti che ancora si affidano a leader maschili maschilisti e professorali, modelli che piacciono sempre a quella fetta di elettori (uomini e donne) che, in realtà, è spinta più dal desiderio di emulazione e dal concetto stesso di vittoria che non dalla volontà di miglioramento della società.

In questo momento politico così confuso, per certi versi noioso, privo di soluzioni concrete e credibili e pieno invece ancora una volta di proclami, minacce e ritorsioni, questo riflesso femmineo e costruttivo del PD merita quantomeno una medaglia al valore.

Il resto, come sempre, sarà la storia a dircelo.

NCP (nun c’ho piacere)

Uffa sì lo so, sono incostante.
Sono 30 anni che me lo ripetono “la bambina è intelligente ma non si applica” e io, per coerenza, non ho intenzione di deludere nessuno perciò proseguo ostinata su questa strada.

Comunque in questa settimana sono successe milioni di cose che ho intercettato fra un tweet e uno spritz, fra una lavatrice e un tg e nei rari momenti di lucidità concessami dalle temperature romane oscillanti fra i 36° e gli 80°.

Siate gentili, accontentatevi.

Fricassea Politica
L’unica frase che mi è rimasta impressa (vai a sapere perché…) è quella di Casini: “alle elezioni correremo da soli ma dopo potremmo aprire all’alleanza con il PD”. Bravo Pierferdinando, noi siamo tutti qui ad aspettare di comprare la merce a scatola chiusa.

Orgia Olimpica
I palinsesti estivi sono tragici ma per fortuna ci sono le Olimpiadi.
Per gli abbonati Sky però. Noi poveri Rai-dipendenti ci siamo dovuti sorbire collegamenti sincopati, cronisti improbabili, sigle e approfondimenti degni della tv bulgra degli anni ’70.
Però grazie al web so che il Vilalggio Olimpico è una moderna Gomorra biblica dove si tromba come se non ci fosse un domani (e soprattutto nessuna gara).

Estate inattesa
Fa caldo. Molto, più degli ultimi 50/150/300 anni a seconda del caporedattore di turno. L’Italia è inaspettatamente in fiamme, gli italiani non vanno in vacanza, alcuni (assoluta novità) lasciano perfino i bambini con i nonni perché la scuola chiude 3 mesi e non hanno abbastanza ferie. L’industria del turismo è in crisi (credo dal 1956), i consumi calano, la gente però non rinuncia al ristorante anzi sì scusate è cambiato il caporedattore di turno.

Social insicuro
Passano gli anni ma ancora non abbiamo sciolto il morettiano dilemma: si nota più se twitto o se non twitto? Nuovi crucci contemporanei, ci si dimena sudando sette camicie per capire se, come e quando è il caso di digitare 140 caratteri, preventivamente verificando se nessuno degli altri 2 milioni di utenti inavvertitamente ha avuto il nostro stesso pensiero. Una fatica epica che stronca anche i più volenterosi.
L’importante comunque è che facebook faccia sempre schifo.

Spread fotonico
Ormai lo possiamo annoverare tra gli incubi di distr(u/a)zione di massa. Molti lo temono, nessuno lo capisce fino in fondo, alcuni per fortuna lo ignorano e continuano ad alzarsi tutte le mattine come nulla fosse. E se avessero ragione loro? Alla Bundesbank l’ardua senteza.

Siria sconosciuta
Praticamente le uniche informazioni attendibili sono quelle di Avventure nel Mondo.
Noi qui a smaniare, loro lì a morire tra intrighi internazionali e senza una platea degna.
Uno spreco mediatico che mi spiego solo con l’inatteso successo della nuova edizione di Veline.

Tunisia costituita
La nuova Costituzione tunisina abolisce la parità tra i sessi. La donna diventa complementare all’uomo. Se questa è la primavera, ridatemi l’inverno..

Generazione perduta
L’ultimo affannato pensiero lo voglio dedicare a questa espressione usata recentemente da Monti per indicare i trenta-quarantenni per i quali, pare, al momento sia possibile soltanto limitare i danni. E’ nato persino un movimento con questo nome che si ribella alla tesi disfattista e propone parole chiave intorno alle quali aggregarsi e lavorare per riappropriarsi del futuro.
Sono infinitamente pigra ma anche parte della categoria chiamata in causa, quindi mi sento quasi in dovere di lanciare un messaggio chiaro, netto e definitivo alla classe dirigente di questo paese: dovete morire.
Attenzione non è un anatema ma solo un dato di fatto.
Prima o poi tocca a tutti e, in teoria, più vecchi siete e prima schiattate (Andreotti non fa testo, n.d.r.) e io, in questo agosto melmoso e asfissiante, mi sento autorizzata a sperare che la misericordiosa Nera Signora ci aiuti nell’arduo compito di porre fine a questo trito conflitto generazionale.

Il mio (adorato) nemico Monti

Lo sapete da cosa si vede principalmente se una persona è veramente coraggiosa?
Dal livello dei suoi avversari.

Monti è un avversario di livello.
E’ preparato, è freddo, è carogna.
E’ cattolico praticante, contrario alla concertazione come allegoria del cerchiobottismo, spiccatamente imprenditorialista, estremista meritocratico asfaltatore di poveracci.
Lui e il suo squadrone di governo, rappresentano la destra con la quale sarebbe stato bello vedere alla prova l’allegro battaglione sinistrorso negli ultimi 20 anni.
E’ il leader che avrebbe potuto asfaltare un po’ di partiti, facendo confluire al suo interno molti uddiccini, iddivuisti, democristiani sparsi, parecchi pidiellini, nonché i numerosi piddini ambigui.

E se dall’altra parte avessimo finalmente potuto sfrondare, eliminare un po’ alla volta le zone grigie e far riemergere i grandi temi della sinistra, netti, semplici, essenziali come lavoro, giustizia sociale, cultura, laicità dello stato, forse ci saremmo potuti finalmente avvicinare un po’ ad un bipolarismo che non assomigliasse a una malattia mentale.
Avremmo potuto discutere di riforme, scontrarci su terreni diversi ma dando finalmente per acquisiti, da entrambe le parti, concetti come legalità, indipendenza della magistratura, libertà di informazione (forse) ma comunque avendo qualche certezza.

E invece no.
Così non ci piace, così non è divertente.
E poi tutti sti caproni che ce faccio?
E poi ‘ndo sta il Monti di sinistra?
E poi comunque c’è Silvio che c’ha le cose sue da sistemare,
Pierferdinando che so’ 20 anni che aspetta,
Nichi che deve afferma’ er principio,
Tonino che c’ha il chiodo fisso,
Pierluigi che è tanto stanco ma non molla,
Beppe che sogna una rivoluzione a sua immagine…

No non ce l’abbiamo ancora l’opportunità di essere una democrazia compiuta
perchè il nostro Parlamento (attuale e futuro) non ha anche fare con la politica ma con l’antropologia e in questo campo i cambiamenti richiedono ere geologiche,
non bastano stagioni elettorali.

in bocca al lupo a tutti noi.

“Il mio nemico non ha divisa,
ama le armi ma non le usa,
nella fondina tiene le carte VIsa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia
è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora “

(D. Silvestri – Il mio Nemico – Unò Duè 2002)