Storia della mia gente (i pubblicitari) | Spot

Bellissimo articolo del Post.
Una storia triste (come tante) in cerca d’un lieto fine.
Ecco un piccolo abstract ma leggete tutto Storia della mia gente (i pubblicitari) | Spot.

Una volta il “pubblicitario” era un personaggio importante, strategico. Andava a pranzo con l’imprenditore, discuteva di strategie, di obiettivi, si interessava ai prodotti, univa il suo intuito da comunicatore a quello da uomo d’affari. E allora nascevano grandi casi di successo. Perché oggi non è più così? Eh, non ci sono più i pubblicitari di una volta, pensa. O forse… O forse la colpa non è solo dei pubblicitari.
In effetti la sua azienda – come tante aziende, dalle piccole alle multinazionali – ha iniziato a non dare più valore alle idee, a scegliere le agenzie più economiche, a chiedere sempre di più, di fare sempre di più, invece che pensare sempre meglio. A trattare l’acquisto del pensiero come si comprano i tondini di ferro. L’imprenditore si rende conto di non sapere nemmeno quale sia l’agenzia con cui lavora, come non sa chi rifornisce la cancelleria. Perché ha tanti fornitori, a seconda delle necessità. Del resto fino a ieri ha chiesto lui di ottimizzare, di fare gare al ribasso per qualsiasi progetto. Senza sapere nemmeno bene cosa stavano chiedendo alle agenzie. Senza accorgersi che anche lui stava diventando ingranaggio di un circolo vizioso inarrestabile…”

Scrivere, scrivere, scrivere!

E’ parte integrante, anzi direi fondante, del mio lavoro ma soprattutto è la mia passione più grande. Che banalità, vero?

Eppure in questi tempi così marroni (grigi non rende), rimettersi a scrivere per diletto e mettere a frutto una predisposizione per sostenere idee e progetti in cui si crede,
è come assumere il tanto agognato Oki dopo una sbornia colossale.
Fa ricominciare a respirare il cervello.

Oggi, tra un progetto e un budget, sono riuscita a chiudere un’intervista al fondatore di Bigrock Marco Savini, amico da tanti anni e visionario come ne ho conosciuti pochi, che spero di veder pubblicata a breve sul bellissimo magazine online Tiragraffi;
con un set di email degne della migliore scuola diplomatica, sono riuscita creare un contatto tra l’organizzatore del NoCashDay ed un importante rappresentante (top secret!) delle istituzioni che sosterrà l’iniziativa e, last but not least, sono anche riuscita a scrivere questo post :)

Sì, ok, non ho pranzato, sì vabbè sono le otto e mezza e sono ancora in ufficio ma almeno sono soddisfatta.
La strada è lunga ma una parola dopo l’altra da qualche parte si finirà no?