L’Italia sta cambiando, ce lo dice Sanremo.

mst-2011_06_alice-ridConfesso di averci messo qualche minuto a riprendermi dallo choc.
Ho letto e riletto l’articolo cercando di capire se un calo di zuccheri mi avesse causato una momentanea perdita della ragione.
E invece no, tutto vero, era proprio l’annunciazione (annunciazione!)
dei famigerati Big del prossimo Festival di Sanremo!

Cristicchi? Silvestri? Gualazzi? Elio? Gazzè? Marta sui Tubi????
Non un Cutugno, una Vanoni, una Mariella Nava o, che so, i Pooh?

Ma allora è tutto vero, l’Italia finalmente sta cambiando!
Giubilo et gaudio!

Possiamo sperare nel domani,
augurarci che i talenti e le non-conformità vengano finalmente sdoganate anche nel mainstream, che il cosiddetto nazional-popolare cambi di segno, di genere, d’età e finalmente abbia volti, voci e testi nuovi e interessanti.

Possiamo bramare che serie televisive ben fatte e con argomenti di interesse comune come famiglie allargate e omosessualità, con attori di livello, temi delicati trattati in modo leggero ma intelligente, trovino sempre maggiroe spazio e seguito sulle reti familiari.

Possiamo addirittura arrivare ad ipotizzare che questo paese finirà davvero per dotarsi di una catto-destra di livello europeo capitanata da figure come quella di Mario Monti che spazi via definitivamente il berlusconismo, sinonimo di beceritudine e approssimazione. Possiamo avere finalmente un nemico di livello, da combattere con un’area democratica e progressista che si compatta e migliora anche grazie alle spinte al rinnovamento degli ambiziosi renziani (quel che è giusto è giusto, la mia onestà intellettuale è perentoria).

Possiamo immaginare un futuro per tutti quelli che in questi anni, nella vita e nella professione, non hanno ceduto alle facili lusinghe della fuffa,
non hanno lasciato fuggire il loro cervello all’estero,
hanno continuato a metter su famiglie, a imparare cose e a lavorare,
zitti zitti, come una setta di reietti della società, come topini operosi nel buio delle fogne.
Possiamo sperare che tutte queste persone avranno ancora delle chance,
potranno nuovamente uscire allo scoperto e mostrare i loro talenti faticosamente conquistati e coltivati e protetti dalle aggressioni di un mondo brutto;
potranno rendersi utili alla società e averne finalmente un ritorno dignitoso.

Sì, d’accordo, c’è il pontifex da formattare e aggiornare prima che
l’evangelizzazione 2.0 via twitter riempia le strade di fanatici cattolici in marcia contro chi vuole vivere liberamente la sua vita.

Sì, ok, il povero Stefano Cucchi non è certo morto solo di stenti
(che sarebbe già tragico di per se’).

Va bene, ho capito, l’Ilva, la peste dell’evasione, lo so, lo so.

C’è ancora molto da fare, però dai, siamo onesti, se cambia Sanremo nulla è perduto,
l’Italia può davevro diventare un paese migliore, io ci credo…SI PUO’ FARE!
(poi lascia stare che lo spostano per via delle elezioni, dettagli, dettagli…)

Balotelli, Monti e l’Italia che volevamo ignorare

Ieri a seguito della travolgente vittoria dell’Italia sulla Germania agli Europei,
mi sono così espressa
“Un vecchio Mario, sobrio, tecnico e pallido e un giovane Mario, ingovernabile, talentuoso e colorato. Sfumature d’Italia contemporanea.”

E’, in estrema sintesi, quello che penso di questa Italia singolare che si lamenta di tutto,
da’ contro a tutti, è renitente ai cambiamenti, alle novità ai sacrifici.
Almeno fino a quando non ci sia da saltare sul carro di un vincitore.

Eccoli lì allora, i detrattori del ragazzo nero col nome italiano scatenarsi in trenini imbarazzanti gridando al miracolo sportivo; eccoli lì i pensionati incarogniti e i professionisti della critica gonfiarsi il petto per quel professore freddo che le canta alla crucca cattiva.

Eccoci qua, i soliti italiani, che non si impegnano in niente fino a che non va a loro vantaggio, che non vedono mai oltre l’oggi che si affaccia dalla punta del loro naso.

Eppure, per fortuna, l’improbabile duo dei Super Mario che oggi trionfa, è qualcosa che in Italia forse non abbiamo mai visto.
In queste sfumature tricolori inedite forse sta la chiave del futuro di un paese che, volente o nolente, deve entrare nel 21° secolo: l’impegno istituzionale di un esperto di economia che farà molti errori ma prende il ruolo con serietà ed è conscio di onori ed oneri;
la furia umana e sportiva di un giovanissimo nuovo italiano che con i suoi piedi strepitosi cerca di schiantare le porte e tutti i pregiudizi.

Sia chiaro, non sono felice.
Per me serietà e rifiuto del razzismo sono le basi, il minimo indispensabile per una civiltà che voglia definirsi tale, ma nella nostra retriva Patria  sono inequivocabili, piccoli, significativi, passi avanti.
Rappresentano delle milestones, dei benchmark con i quali domani tutti dovranno confrontarsi e la comunicazione mainstream non potrà più ignorarli.
Entreranno sempre di più nel sistema e modificheranno ciò che vediamo e viviamo.
Finalmente.

Un po’ come quello che è successo con la copertina di Oggi: impensabile fino a qualche anno fa, una realtà di cui discutere dal parrucchiere oggi.
Ed è proprio lì, signore mie, tra una piega e uno shampoo, lì al bar, al mercato, sulle panchine, nei luoghi di lavoro che cominceranno le nuove dialettiche che faranno crescere nuove coscienze di cittadini.
Sarà, come sempre, il popolo ad autoeducarsi e a fare un salto di qualità.
Magari ci vorranno altri 20 anni ma il processo è irreversibile.
Per fortuna.

E allora posso ancora sperare che domani, per nuovo spirito, etica, professionalità o anche soltanto per stanchezza rispetto a dinamiche dialettiche così basse, non dovrò più sentire affermazioni razziste o omofobe da parte di membri del parlamento che mi rappresenta e potrò prestare attenzione soltanto al programma del governo non al folklore. Se sarò particolarmente fortunata riuscirò anche a non leggere più titoli di quotidiani nazionali come questi o questi. (*)

(*) ho inserito il secondo link sui titoli sportivi dopo aver letto l’articolo di Jumpinshark segnalato da FuriaCervelli su fb. Lo condivido in pieno.

Le puntate precedenti

E’ sempre bello prendere un impegno con se stessi e mancarlo inesorabilmente ogni volta con estrema disinvoltura.
Quando ho aperto questo blog mi sono femamente detta “mai più blog abbandonati dopo il primo mese eh! qui si scrive tutti i giorni!”
Aha. Qualcuno diceva “o si vive o si scrive…”

La verità però è un’altra: sono orribilmente pigra e drammaticamente perfezionista.
Vedo gli altri blog e vorrei essere sempre in grado di scrivere un articolo su ogni cosa che leggo e che mi sembra rilevante.
Peccato questa fastidiosa abitudne che ho preso a venire in ufficio tutti i giorni…

Comunque, bando alle pinzillacchere, voglio rifarmi e, soprattutto, perseverare che essendo attitudine diabolica mi piace assai.
Ecco quindi un pratico, surreale, insensato riassunto dei dieci giorni precedenti.

03-04 giugno Festa a Vico
Lilly, il conigliett
o della nonna, il pomeriggio pascola un po’ in terrazza, così fa amicizia con gli ospiti dell’albergo.
Il falco sul braccio del signore che amabilmente chiacchiera all’ora dell’aperitivo in piazzetta, è un tantino fuori contesto ma ha uno sguardo più rassicurante del suo padrone.
Alla Torre del Saracino arriviamo con una scalinata di pietra, nel cuore della scogliera, che ci fa risparmiare 6km di strada e anche imbucare senza problemi alla festa cui in realtà siamo invitati.
L’abuso è magistrale: rende fruibile ad una sgangherata famiglia allargata di “amici di” uno spettacolo di mare, cielo, colori, sole e luna che in effetti si dovrebbe pagare.
Ma no, noi siamo graditi ospiti del circo equense e stasera è tutto gratis: il panorama, il cibo e le bevande.
Per due giorni tra cibo, colleghi e amici vari, lo spread e la finanza sembrano molto, molto lontani.

05 giugno “ciao amore, com’è andata oggi?” “bene, mi sono licenziato”
Tra terrore e invidia, vedo sorriso sincero e determinazione e capisco che, sì, era la cosa giusta da fare. E infatti dopo nemmeno 2 giorni spuntano altri 12 lavori e 6mila progetti nuovi. “Com’è triste la prudenza…” soprattutto in momenti come questi.
La crisi morde, noi azzanniamo.

07 giugno progetti come se piovesse
Dalla trasferta in Australia sempre più vicina, all’ideazione del luogo perfetto per la nostra attività (che guarda caso va proprio incontro alle tendenze del futuro).
Schizzi su un foglio, ricerche, idee, tensioni e tanta, ma tanta voglia che si possa avverare. Qui o dall’altra parte del mondo dipenderà un po’ da come soffia il vento :)

09 giugno dalla festa dei bambini di 5 anni a 1/2 litro di Amaro del Capo
La vita è buffa, le attività all’interno di una giornata possono davvero variare molto.
Alle 17 sono alla festa della mia nipotina che compie 5 anni. Io e Antonello siamo letteralmente sopraffatti da questa massa indemoniata di creature che si muovono, urlano, pensano e agiscono con dinamiche affascinanti e spaventose. Reggiamo 2 ore e poi molliamo il colpo.
Alle 21 sono a cena con due donne belle e divertenti (l’uomo, come nel più classico degli schemi, l’ho spedito a casa di un amico a vedere un’inutile partita di Euro2012) da Tonda una pizzeria che DOVETE assolutamente provare se passate da Roma.
Oltre al cibo ultraterreno, alle chiacchiere su nuovi progetti, alle molestie ai vicini di tavolo coinvolti in un brainstorming estemporaneo, a farla da padrone è lui: l’Amaro del Capo.
Ne conseguono molte risate e una lunga nottata di bruciore di stomaco :)

10 giugno ore 18 Italia-Spagna. Partitona?
Mi guardo intorno, siamo 17 adulti e 4 bambini stipati in una stanza.
Le bestemmie sono vietate, si fuma solo in balcone.
Ok, è ufficiale, stiamo diventando grandi :)

11 giugno apre Eatlay
Mentre si consuma il primo step della complessa e articolata serie di aperture del progetto di ristorazione che sconvolgerà (finalmente) il parruccatissimo, barocco e stantio settore del food romano, io sono in ufficio a scrivere un progetto.
I miei colleghi si agitano e mi guardano come se il mondo stesse per crollare e io mi stessi perdendo l’ultimo spettacolo degno di nota. State calmi, lo so, ci vado domani o dopo. Rilassatevi e prima di farvi venire un infarto leggetevi questo articolo che vi racconta cos’è e poi godetevelo come farò io, con calma :)

12 giugno oggi
Ci riprovo, sono una testa dura.