Bersani e Prodi: l’omicidio perfetto

Renzi voleva impallinare Bersani, D’Alema vendicarsi di Prodi. Allora il primo lo propone così salva la faccia e l’altro lo affonda tanto già lo odiano tutti.
Impeccabile, diabolico e perfettamente riuscito.
I miei complimenti, davvero.
Forse è tempo che noi poveri sfigati elettori del pd, sciocche anime perse dietro a un’ipotesi di progetto, a un minimo di dignità e alla speranza in un uomo perbene, riconsideriamo attentamente il nostro diritto al voto. Forse non lo meritiamo, forse siamo troppo stupidi o troppo fiduciosi chissà.
Prima di sparire nell’oblio degli astensionisti però, voglio dire qualcosa a tutta la brigata ormai denominata “se c’era Renzi”: il vostro paladino del rinnovamento che a novembre parlava di D’Alema come di una delle piaghe d’Egitto, oggi se ne serve per i suoi scopi e manda a casa Bersani che il posto, invece, se l’è guadagnato sul campo con le primarie. Questo è il suo concetto di coerenza e di lealtà, ricordatevelo quando lo voterete che poi non voglio sentire lamentele.
Le prove del delitto dite? Boh, non so, provate a chiedere a Fioroni che ha fotografato la scheda che manco un grillino sotto acido.

P.s. Per i posteri: oggi,19 aprile, era il secondo giorno di votazioni per il Presidente della Reppublica ed è successo di tutto. Partiti che abbandonano l’aula; partiti che manifestano in piazza Montecitorio contro una delle candidature al Colle; non-partiti che morbosamente guardano la cancrena diffondersi; partiti che più semplicemente si sciolgono come burro al sole. Pure questo m’è toccato vede’. Che amarezza.

Annunci

Il PD è femmina

Non per via delle candidature per metà femminili,
non certo per le quote rosa in parlamento o nella dirigenza.
E’, più che altro, una considerazione legata all’approccio,
al modo in cui il partito si posiziona e decide di procedere nella campagna elettorale.

Le primarie, il rifiuto del modello “nome-sul-simbolo” mi ispirano un rifiuto più generale del modello padre/padrone, dell’idea del sol uomo al comando (concetto più volte sottolineato da Bersani) e quindi, implicitamente, l’accettazione di uno schema più partecipativo, di apertura, di dialogo.

In questo senso, a parità di preparazione, motivazione ed onestà, in molti contesti professionali le donne rendono più efficiente ed efficace la loro azione rispetto ai colleghi uomini, utilizzando la capacità di composizione dei contrasti al posto del più abusati sistemi bastone/carota o divide et impera.
E l’ipotesi di non lasciare indietro nessuno, di far crescere equamente, di garantire benessere diffuso e quindi impostare il lavoro per questo obiettivo non è forse il miglior modello di sviluppo che si possa desiderare?
Sicuramente sarebbe ora di provarlo giusto per capire se può far meglio del sistema celodurocapitalliberista che ci siamo dovuti sorbire fino ad oggi in tutti i luoghi e in tutti i laghi (cit.)

Ora non so se il PD davvero riuscirà ad incarnare questa rivoluzione ma almeno ha tentato di prendere una strada diversa rispetto ad altri partiti che ancora si affidano a leader maschili maschilisti e professorali, modelli che piacciono sempre a quella fetta di elettori (uomini e donne) che, in realtà, è spinta più dal desiderio di emulazione e dal concetto stesso di vittoria che non dalla volontà di miglioramento della società.

In questo momento politico così confuso, per certi versi noioso, privo di soluzioni concrete e credibili e pieno invece ancora una volta di proclami, minacce e ritorsioni, questo riflesso femmineo e costruttivo del PD merita quantomeno una medaglia al valore.

Il resto, come sempre, sarà la storia a dircelo.

Cari consiglieri regionali del Partito democratico… | sostienecardulli

Merita tutto il re-blog.

Cari consiglieri regionali del Partito democratico… | sostienecardulli.

[…]E allora voi avete almeno il dovere di dirci dove stavate.
Dove stavate quando l’ufficio di presidenza approvava quel meccanismo nefasto di moltiplicazione dei fondi. Forse il vicepresidente Bruno Astorre era malato? E non se n’è accorto dopo? Era così difficile capire che distribuire 12 milioni di euro in un anno ai gruppi consiliari, per giunta senza alcun meccanismo di controllo, senza nessuna regola, era una cosa scandalosa?
Vi informo che la Regione ha chiuso ospedali, non paga i fornitori, taglia i fondi per i trasporti, taglia perfino il buono pasto ai dipendenti.
Mi chiedo dove stavate quando il Pdl presentava i suoi bilanci al Comitato regionale di controllo contabile. Forse anche il presidente Carlo Ponzo era malato? […]