Scrivere, scrivere, scrivere!

E’ parte integrante, anzi direi fondante, del mio lavoro ma soprattutto è la mia passione più grande. Che banalità, vero?

Eppure in questi tempi così marroni (grigi non rende), rimettersi a scrivere per diletto e mettere a frutto una predisposizione per sostenere idee e progetti in cui si crede,
è come assumere il tanto agognato Oki dopo una sbornia colossale.
Fa ricominciare a respirare il cervello.

Oggi, tra un progetto e un budget, sono riuscita a chiudere un’intervista al fondatore di Bigrock Marco Savini, amico da tanti anni e visionario come ne ho conosciuti pochi, che spero di veder pubblicata a breve sul bellissimo magazine online Tiragraffi;
con un set di email degne della migliore scuola diplomatica, sono riuscita creare un contatto tra l’organizzatore del NoCashDay ed un importante rappresentante (top secret!) delle istituzioni che sosterrà l’iniziativa e, last but not least, sono anche riuscita a scrivere questo post :)

Sì, ok, non ho pranzato, sì vabbè sono le otto e mezza e sono ancora in ufficio ma almeno sono soddisfatta.
La strada è lunga ma una parola dopo l’altra da qualche parte si finirà no?

 

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Le puntate precedenti

E’ sempre bello prendere un impegno con se stessi e mancarlo inesorabilmente ogni volta con estrema disinvoltura.
Quando ho aperto questo blog mi sono femamente detta “mai più blog abbandonati dopo il primo mese eh! qui si scrive tutti i giorni!”
Aha. Qualcuno diceva “o si vive o si scrive…”

La verità però è un’altra: sono orribilmente pigra e drammaticamente perfezionista.
Vedo gli altri blog e vorrei essere sempre in grado di scrivere un articolo su ogni cosa che leggo e che mi sembra rilevante.
Peccato questa fastidiosa abitudne che ho preso a venire in ufficio tutti i giorni…

Comunque, bando alle pinzillacchere, voglio rifarmi e, soprattutto, perseverare che essendo attitudine diabolica mi piace assai.
Ecco quindi un pratico, surreale, insensato riassunto dei dieci giorni precedenti.

03-04 giugno Festa a Vico
Lilly, il conigliett
o della nonna, il pomeriggio pascola un po’ in terrazza, così fa amicizia con gli ospiti dell’albergo.
Il falco sul braccio del signore che amabilmente chiacchiera all’ora dell’aperitivo in piazzetta, è un tantino fuori contesto ma ha uno sguardo più rassicurante del suo padrone.
Alla Torre del Saracino arriviamo con una scalinata di pietra, nel cuore della scogliera, che ci fa risparmiare 6km di strada e anche imbucare senza problemi alla festa cui in realtà siamo invitati.
L’abuso è magistrale: rende fruibile ad una sgangherata famiglia allargata di “amici di” uno spettacolo di mare, cielo, colori, sole e luna che in effetti si dovrebbe pagare.
Ma no, noi siamo graditi ospiti del circo equense e stasera è tutto gratis: il panorama, il cibo e le bevande.
Per due giorni tra cibo, colleghi e amici vari, lo spread e la finanza sembrano molto, molto lontani.

05 giugno “ciao amore, com’è andata oggi?” “bene, mi sono licenziato”
Tra terrore e invidia, vedo sorriso sincero e determinazione e capisco che, sì, era la cosa giusta da fare. E infatti dopo nemmeno 2 giorni spuntano altri 12 lavori e 6mila progetti nuovi. “Com’è triste la prudenza…” soprattutto in momenti come questi.
La crisi morde, noi azzanniamo.

07 giugno progetti come se piovesse
Dalla trasferta in Australia sempre più vicina, all’ideazione del luogo perfetto per la nostra attività (che guarda caso va proprio incontro alle tendenze del futuro).
Schizzi su un foglio, ricerche, idee, tensioni e tanta, ma tanta voglia che si possa avverare. Qui o dall’altra parte del mondo dipenderà un po’ da come soffia il vento :)

09 giugno dalla festa dei bambini di 5 anni a 1/2 litro di Amaro del Capo
La vita è buffa, le attività all’interno di una giornata possono davvero variare molto.
Alle 17 sono alla festa della mia nipotina che compie 5 anni. Io e Antonello siamo letteralmente sopraffatti da questa massa indemoniata di creature che si muovono, urlano, pensano e agiscono con dinamiche affascinanti e spaventose. Reggiamo 2 ore e poi molliamo il colpo.
Alle 21 sono a cena con due donne belle e divertenti (l’uomo, come nel più classico degli schemi, l’ho spedito a casa di un amico a vedere un’inutile partita di Euro2012) da Tonda una pizzeria che DOVETE assolutamente provare se passate da Roma.
Oltre al cibo ultraterreno, alle chiacchiere su nuovi progetti, alle molestie ai vicini di tavolo coinvolti in un brainstorming estemporaneo, a farla da padrone è lui: l’Amaro del Capo.
Ne conseguono molte risate e una lunga nottata di bruciore di stomaco :)

10 giugno ore 18 Italia-Spagna. Partitona?
Mi guardo intorno, siamo 17 adulti e 4 bambini stipati in una stanza.
Le bestemmie sono vietate, si fuma solo in balcone.
Ok, è ufficiale, stiamo diventando grandi :)

11 giugno apre Eatlay
Mentre si consuma il primo step della complessa e articolata serie di aperture del progetto di ristorazione che sconvolgerà (finalmente) il parruccatissimo, barocco e stantio settore del food romano, io sono in ufficio a scrivere un progetto.
I miei colleghi si agitano e mi guardano come se il mondo stesse per crollare e io mi stessi perdendo l’ultimo spettacolo degno di nota. State calmi, lo so, ci vado domani o dopo. Rilassatevi e prima di farvi venire un infarto leggetevi questo articolo che vi racconta cos’è e poi godetevelo come farò io, con calma :)

12 giugno oggi
Ci riprovo, sono una testa dura.