Cari consiglieri regionali del Partito democratico… | sostienecardulli

Merita tutto il re-blog.

Cari consiglieri regionali del Partito democratico… | sostienecardulli.

[…]E allora voi avete almeno il dovere di dirci dove stavate.
Dove stavate quando l’ufficio di presidenza approvava quel meccanismo nefasto di moltiplicazione dei fondi. Forse il vicepresidente Bruno Astorre era malato? E non se n’è accorto dopo? Era così difficile capire che distribuire 12 milioni di euro in un anno ai gruppi consiliari, per giunta senza alcun meccanismo di controllo, senza nessuna regola, era una cosa scandalosa?
Vi informo che la Regione ha chiuso ospedali, non paga i fornitori, taglia i fondi per i trasporti, taglia perfino il buono pasto ai dipendenti.
Mi chiedo dove stavate quando il Pdl presentava i suoi bilanci al Comitato regionale di controllo contabile. Forse anche il presidente Carlo Ponzo era malato? […]

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Scusa un cazzo Rena’.

Molti danno un gran valore alle scuse come atto di riconoscimento dell’errore.
Io, che tendo ad essere un po’ più infame, quasi non le considero
se non accompagnate da atti formali che impegnino e sanciscano, concretamente,
il reale desiderio di cambiamento che uno sbaglio grave dovrebbe far scaturire.

Non è eccesso di pragmatismo il mio, ne’ tantomeno rifiuto formale della convenzione civile delle scuse (sempre benvenuta in quanto atto d’educazione) ma proprio la necessità in questi temp così sciatti, di ribadire l’assoluta e improcrastinabile esigenza di fare dei salti evolutivi doppi rispetto alla media (pessima) che abbiamo tenuto finora.

In altri momenti avrei apprezzato il cambio di marcia di Renata Polverini nelle dichiarazioni sullo scandalo che ha travolto il PDL Lazio grazie ad un altro dei tanti pagliacci che avvelenano le nostre già molto difficili giornate.
In altri momenti, appunto.

Oggi mi sembra l’ennesimo schiaffo alla logica e alla dignità
che vorrebbero la giusta assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Dalla Lombardia al Lazio alla Sicilia passando per tutto il resto d’Italia,
le poltrone invece gridano tutte in coro “sì, è vero, ho sbagliato ma non mi dimetto”.

Il pagamento dei torti o della distrazione che un capo, un leader, il Presidente della Regione non si può permettere non viene proprio preso in considerazione.

Troppo comodo così.
La medaglia del potere, se proprio ve la volete appuntare sul petto,
dovete prenderla tutta intera con il giusto equilibrio di diritti e doveri.

Quindi cara Renata, tanto di cappello per il pentimento ma se non ti dimetti e azzeri la giunta il tuo sarà stato solo l’ennesimo atto privo di contenuti che non restituisce niente di quanto sottratto a cittadini ed elettori.